Le Lesioni Muscolari

La lesione muscolare, comunemente chiamata anche “strappo muscolare”, è un trauma che, nella maggior parte dei casi, colpisce chi pratica sport. E’ un infortunio che interessa in particolari i gemelli del polpaccio, i muscoli posteriori della coscia, seguiti da adduttori, quadricipiti, muscoli della schiena e delle braccia.

La sensazione avvertita dal soggetto è quella di una scossa dolorosa acuta lungo il muscolo associato alla sensazione di lacerazione del tessuto. L’intensità di queste sensazioni sono molto soggettive e dipendono dalla gravità dell’infortunio ossia dal numero di fibre coinvolte. Nel caso del vero e proprio strappo muscolare, il paziente spesso riferisce di essere stato colpito da un calcio o da un pugnale.

Un muscolo può danneggiarsi anche a seguito di un colpo diretto: se la contusione è tale da rompere le fibre di cui si compone il muscolo, si crea uno stravaso di sangue che può costituire un ostacolo alla guarigione del muscolo.

Se, a distanza di 24 ore del trauma emerge un ematoma sotto la posizione del dolore, diventa molto alta la probabilità di essere di fronte ad una lesione muscolare. Se l’ematoma invece si localizza in profondità o/e vicino alla corticale ossea, può organizzarsi fino alla calcificazione intramuscolare e può comportare gonfiore e dolore al movimento col passare dei giorni

La lesione muscolare può essere considerata come una cicatrice, che in base al grado di lesione, può essere più o meno grande ed estesa. La cicatrice che vedremo anche a controllo ecografico prende il nome di fibrosi muscolare, ovvero un neo tessuto di riparazione che non è elastico come il muscolo originale, quasi sempre presente nelle lesioni di secondo e terzo grado. Questa condizione di poca elasticità porta ad un dolore locale molto frequente, e soprattutto espone le fibre a valle della cicatrice fibrotica ad una nuova rottura.

Come curare una lesione muscolare?

La cura di una lesione muscolare dipende dalla sede della lesione (il muscolo interessato) e dall’entità del danno

1) Stop alle attività sportive e prime cure

La prima cura da mettere immediatamente in atto è sicuramente l’interruzione di ogni attività non appena si avverte il primo fastidio. Questa cautela purtroppo appare non così scontata. Capita spesso, infatti, che lo sportivo, spinto dall’emozione, dalla foga agonistica, o semplicemente dalla presenza nel sangue di endorfine e adrenalina non si limiti e continui nell’attività provocandosi un danno maggiore.

Le cure successive sono le seguenti:

  • applicare del ghiaccio sulla zona interessata sulla zona interessata in modo da ridurre il flusso di sangue ai vasi lesionati (vasocostrizionee)
  • se l’area coinvolge l’arto inferiore, si mette l’arto sofferente in posizione di riposo per le prime 24-36 ore, per limitare al massimo il danno ematico
  • procedere con un bendaggio compressivo
  • evitare qualunque forma di calore (massaggi, pomate, fanghi, etc.)

2) Controllo ecografico

Il controllo ecografico accerterà la regione lesionata e l’entità del danno muscolare.

  • Lesione di primo grado: necessita di uno stop di 2 settimane, anche se il dolore migliora dopo una settimana;
  • Lesione di secondo grado: lo stop da ogni tipo di attività sportiva non è inferiore a 4 settimane e va rivalutato con esame ecografico prima di dare l’ok al ritorno all’attività sportiva. Prima di riprendere lo sport, il paziente dovrà eseguire un percorso di riabilitazione e sottoporsi ad opportuni interventi fisioterapici;
  • Lesione di terzo grado: potrà essere valutata l’ipotesi di intervenire chirurgicamente, ed i tempi non sono mai inferiori ai 3-6 mesi.

Prima regola: rispettare i tempi biologici di guarigione

In ogni caso è fondamentale rispettare i tempi biologici di guarigione e riportare il muscolo alla migliore condizione di forza ed elasticità possibili, per due importanti motivi:

  1. evitare recidive locali e conseguenze funzionali anche importanti;
  2. un muscolo lesionato diventa debole e rigido, meno reattivo e questo situazione porta inevitabilmente ad un sovraccarico in altri distretti, predisponendo ad altri infortuni o infiammazioni.

3) L’affiancamento fisioterapico per l’accelerazione dei processi di guarigione

Sottoporsi ad un percorso fisioterapico nelle prime settimane è fondamentale per favorire la migliore guarigione biologica del tessuto cicatriziale, aiutando a smaltire i cataboliti del processo infiammatorio e favorire la migliore ricostruzione possibile.

la Tecarterapia e la Laserterapia insieme per un’azione antidolorifica e per accelerare la riparazione dei tessuti

 

In prima istanza è opportuno intraprendere un ciclo di Tecarterapia e della Laserterapia opportunamente dosati. L’obiettivo della Tecarterapia è quello di ricreare il migliore ambiente all’interno del quale la lesione deve guarire, quindi verrà trattata tutta la catena muscolare coinvolta (e non la regione muscolare lesionata) al fine di ridurre il dolore e soprattutto accelerare i processi di riparazione dei tessuti.

La Laserterapia, successiva alla seduta di Tecarterapia, è un trattamento che sfrutta i raggi direttamente sulla zona interessata. Il fascio di elettroni del laser agisce sulla membrana cellulare, ne incrementa l’attività metabolica, riducendo il dolore e l’infiammazione, creando vasodilatazione e aumentando il drenaggio linfatico.

la Rieducazione Funzionale per la ripresa di forza, elasticità e coordinazione

 

Il muscolo è anche un organo di senso per l’organizzazione del movimento sia sportivo ma anche normale. E’ importante ricreare quindi una rete di connessioni neurali ripristinando il corretto schema di movimento e la reattività.

Per questo motivo, la fisioterapia si sposta verso le rieducazione funzionale, intesa come ritorno ai livelli di forza, elasticità, coordinazione precedenti all’infortunio, prima con esercizi facilitanti e poi sempre più impegnativi con una progressione che rispetti la biologia dei tessuti.

Come prevenire le lesioni muscolari?

Una volta che abbiamo accertato di essere anzitutto nella condizione fisica idonea per sopportare lo sforzo muscolare, la prevenzione degli strappi muscolari prevede l’osservanza di alcuni punti fondamentali:

  • Eseguire sempre un riscaldamento generale e specifico della muscolatura
  • Scegliere un abbigliamento adatto, coprirsi bene nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento
  • Effettuare esercizi di allungamento per migliorare l’elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante

la Viss Therapy per il mantenimento del tono muscolare

 

Specie nei casi di inattività prolungata, è fondamentale infine sottoporsi ad un ciclo fisioterapico con protocollo specifico preventivo con la terapia Sinergy VISS. L’elettromedicale lavora sulla normalizzazione e/o ottimizzazione del tono muscolare, sul miglioramento della forza, sulla resistenza alla fatica e sulla coordinazione.

Per maggiori informazioni richiedi un consulto gratuito al nostro Staff Fisioterapico. Prenota l’appuntamento al numero 0541.607761.

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