TALLODINIA o FASCITE PLANTARE

Patologia – Trattamento

Di cosa si tratta:

I pazienti affetti da tallodinia riferiscono un dolore al tallone e alla pianta del piede, fastidio che si avverte maggiormente al risveglio quando la fascia plantare è ancora “fredda”, si attenua durante la giornata anche se continua a presentarsi in tutti quei casi in cui il paziente svolge attività in posizione eretta o effettua attività sportiva. Il dolore è nullo o minimo quando il piede è in posizione di riposo, non sollecitato dall’azione del passo e dal peso corporeo.

All’esame obiettivo la patologia si manifesta con un dolore che viene evocato alla palpazione del calcagno.

Le cause:

Le cause dell’infiammazione della fascia sono molteplici, sempre riconducibili ad un’alterazione del sistema achilleo-calcaneo-plantare:

  • eccessiva sollecitazione, anche da intensa attività sportiva associata a utilizzo di calzature inadeguate;
  • appoggio del piede (cavo o piatto) o cattiva postura
  • microtraumi;
  • micro lacerazioni;
  • periostite…

Il primo approccio è di tipo conservativo. E’ necessario un percorso attivo per la risoluzione del problema, che miri alla risoluzione del dolore e al riequilibrio del sistema achilleo-calcaneo-plantare, che è in tensione e compressione in questa patologia.

L’elettromedicale più utilizzata per la fascite plantare o sperone calcaneare, sono le onde d’urto, alle quali vanno associate una serie di manipolazioni delle articolazioni delle fasce che tendano a distendere ed allungare il sistema achilleo-calcaneo-plantare. Inoltre, dal momento che la fascite spesso deriva da una scorretta postura, un percorso posturale nel riequilibrio della postura e nel riallungamento della catena cinetica posteriore.

A questo si può associare l’utilizzo di antinfiammatori e riequilibrare la postura del piede dal piede stesso, con un plantare personalizzato che possa riequilibrare il disassetto del piede.

Se, dopo 6-8 mesi di terapie il dolore e la limitazione persistono e l’ecografia mostra un ispessimento della fascia plantare sopra i 6-8 millimetri, oggi si procede alla terapia chirurgica. 
Oggi l’intervento chirurgico viene affrontato in maniera molto semplice con tecnica percutanea ed in regime di day hospital, che non prevede ricovero e non prevede grandi tagli e cicatrici.

Exis predispone protocolli di trattamento personalizzati per ogni singola esigenza. Il nostro personale è a disposizione per colloqui gratuiti di approfondimento.

L’approccio chirurgico:

Una volta seguito il percorso terapeutico che può durare anche 6/8 mesi senza ottenere risultati si può valutare l’opzione chirurgica.

Si fa un piccolo forellino sul tallone dal quale si seziona la fascia in tensione e a togliere lo speroncino osseo. L’ anestesia viene fatte solo al piede e con un ricovero in Day Hospital. I risultati sono buoni certamente  è superato il problema delle cicatrici sulla pianta del piede.

E’ necessario, per la buona riuscita della fase di recupero post operatoria, completare il percorso con trattamenti fisioterapici dedicati alla riduzione del dolore e ripresa dell’articolarità e del corretto appoggio plantare.

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