INSTABILITÀ DI SPALLA

Patologia – Trattamento

Occorre definire la patologia distinguendo tra lassità ed instabilità. Nella prima il paziente non ha dolore nonostante i rapporti dei capi articolari non rientrino nel range della normalità. Nella seconda l’aumentata lassità articolare si associa a dolore.

Tipi di instabilità traumatiche legate alla patologia:

  • TUBS (traumatiche unidirezionali con lesione di Bankart) che necessitano una riparazione chirurgica
  • AMBRI (a-traumatiche, multidirezionali, bilaterali) il trattamento iniziale è riabilitativo e successivamente chirurgico con una plastica capsulare
  • AIOS (instabilità acquisite dovute a stress articolari ripetuti) dove i pazienti lamentano dolore subdolo che impedisce l’esecuzione di alcuni gesti atletici (schiacciata nella pallavolo, battuta a tennis etc.)
  • MICROINSTABILITA’, tipiche di alcuni sport o di alcuni lavori pesanti

Gli aspetti anatomo-patologici nelle forme traumatiche sono:

  • Forme a-traumatiche, la lesione è a livello del complesso capsulo-legamentoso antero-inferiore che si presenta con una ridondanza capsulare; legamenti lassi non sono in grado di contenere la testa omerale all’interno della cavità glenoidea.
  • Lesione di Bankart, ovvero il distacco del complesso capsulo-labrale nella regione sub equatoriale tra ore 3 e ore 6 nella spalla destra e tra ore 6 e ore 9 nella sinistra. Questo distacco rende i legamenti gleno-omerali medio e inferiore privi di efficacia;
  • ALPSA (lesione anteriore del labbro glenoideo con avulsione del foglietto periostale). Può essere di tipo acuto quando è trascorso poco tempo dall’evento traumatico e di tipo cronico dopo ripetuti episodi di lussazione.
  • Lesione di Hill-Sachs, ovvero una frattura da impatto della porzione posteriore della testa omerale.
  • MICROINSTABILITA’, con lesioni a carico dei legamenti gleno-omerali ed eventuale successiva perdita del corretto centro istantaneo di rotazione della testa dell’omero rispetto alla glena.

Le slap lesion sono micro-instabilità legate ad un evento traumatico che comporta un distacco da trazione del labbro glenoideo dal tessuto osseo in regione sopra equatoriale.

Nelle lesioni traumatiche la possibilità di avere nuovi episodi di lussazione è inversamente proporzionale all’età del paziente, ovvero tanto più giovane il paziente tanto più facilmente può andare incontro a lussazione.

Trattamento

L’effetto della stabilizzazione attiva consiste nella compressione dei capi articolari l’uno contro l’altro permettendo alla testa dell’omero di rimanere centrata esattamente nella cavità glenoidea. Questo metodo si applica soprattutto ai muscoli della cuffia dei rotatori che con la loro comune inserzione tendinea, la cuffia, imbrigliano la testa dell’omero mantenendola aderente alla glena.

L’intervento artroscopico consiste nel reinserimento sul bordo anteriore della glena del cercine e dei legamenti, quindi si tratta di una chirurgia riparativa. Si utilizzano ancore e fili di legatura bio-compatibili e bio-riassorbibili. Tale tecnica di chirurgia ortopedica artroscopica è indicata solo se la glena non è deteriorata e non perde superficie ossea.

L’intervento a cielo aperto (con taglio) di Latarjet consiste nell’innesto di un frammento osseo prelevato dalla spalla del paziente che fornisce un triplice effetto di stabilizzazione: ampliamento della superficie ossea, effetto-tutore del tendine congiunto e riparazione capsulare.

Ogni caso di lussazione di spalla deve essere studiato accuratamente per indicare il tipo di intervento o percorso da seguire.

Exis predispone protocolli di trattamento personalizzati per ogni singola esigenza. Il nostro personale è a disposizione per colloqui gratuiti di approfondimento.

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